Gavardo capoluogo

Gavardo è attraversato da due corsi d’acqua: il fiume Chiese e il Canale Naviglio. Quest’ultimo è cavato dal Chiese a nord del paese, in via Capoborgo, e la sua origine è molto antica: già prima del mille, i benedettini ne utilizzavano le acque per muovere mulini. Il vescovo di Brescia Berardo Maggi, nel 1288, provvide a dragarne il letto e a rinforzarne gli argini.

Da vedere, in particolare, il Museo Civico Archeologico della Valle Sabbia (piazza San Bernardino 2 tel. 0365 371474). Sorto nel 1956 per iniziativa del locale Gruppo Grotte, raccoglie tutto ciò che è stato rinvenuto nel territorio, in oltre trent’anni di ricerche. Si articola nelle sezioni di paleontlogia, preistoria, archeologia romana e medioevale e mineralogia. Il museo è aperto negli orari indicati nella pagina relativa e offre visite appositamente guidate a favore delle scolaresche possono essere programmate, previo appuntamento telefonico.
Itinerario di visita: un itinerario artistico culturale a Gavardo può partire dalla chiesa di S. Rocco, posta all’inizio del paese per chi proviene da Brescia. È aperta solo la domenica, in occasione della messa delle ore 8.00.
Lasciata la chiesa di S. Rocco, si percorre via Quarena; all’inizio della via osservate la bella abitazione con portico e, in alto, una loggetta, purtroppo in degrado. Proseguendo sul medesimo lato della via, si percorrono i portici di piazza Zanardelli e si imbocca via Capoborgo, la meglio conservata strada medioevale gavardese. Al numero civico 33 si trova una casa con un’elegantissima soggetta, affrescata con motivi floreali. Al n. 51 una casa con facciata decorata con motivi di cotto, stemmi padronali e davanzali provvisti di stemmi. Nel cortile merita uno sguardo il porticato con la “scala granda” di granito che porta ai piani superiori; in una delle camere da letto vi è un soffitto ligneo con tavolette dipinte.
Si ritorna in piazza attraverso vicolo Mossi, un insieme di abitazioni molto rimaneggiate, ma che conservano un loro arcaico fascino.
Passando sui due ponti, si possono ammirare i fronti di case che sorgono sulla sponda destra del Naviglio e sulla riva sinistra del Chiese. Sono due scorci tra i più interessanti dell’intero corso del fiume. Si attraversa la strada e, in piazza De Medici, si visita la chiesa parrocchiale. Uscendo dalla porta laterale destra della parrocchiale, si imbocca via Fontana, al cui inizio è visibile l’antica porta verso la pianura: è l’unica superstite delle quattro porte che in antico chiudevano il paese.
Si risale per via Dietro Chiesa: al numero civico 15 bella abitazione con canna fumaria esterna di mattoni e finestre a sesto acuto. Si prosegue per la piazzetta San Bernardino e vicolo Manganino nella cui parte centrale vi è un interessante intreccio di mura, arcate e contrafforti medioevali. Per via Mangano e S. Maria (al n. 2 casa Marchetti – Nicoli del 1700) si giunge all’omonimo convento delle orsoline, oggi sede della scuola parrocchiale. Nella chiesa adiacente vi si conservano un prezioso organo, vari dipinti e statue di legno, tra cui un crocifisso cinquecentesco di squisita fattura. Interessanti inoltre i due chiostri e la lavanderia.